mapi_littleowl: (takamido)
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Spinta da uno spot di Spotted: Fandom e Ship Italia su facebook, ho scritto i miei pensieri sul loro rapporto in canon e su come io lo interpreti.

siccome è piuttosto corposetto (e ci ho messo una mattinata a scriverlo! XD) lo posto anche qui, giusto per conservarlo. Da notare che non è niente di particolarmente sofisticato: solo alcuni miei pensieri e alcune mie interpretazioni. :)

A me "Grantaire ammirava, amava e venerava Enjolras" e "[Grantaire] diceva d'Enjolras: che bel marmo!" sembrano cose abbastanza esplicite senza andare a tirare in ballo figure storiche/mitologiche varie o interpretazioni sottilissime, comunque. XD
Ma andiamo a prendere queste famose "pagine"
Il rapporto tra Enjolras e Grantaire è descritto da Hugo come intrinsecamente indivisibile ("Si può dire che le affinità comincino dalle lettere dell'alfabeto. Nella serie O e P sono inseparabili. Voi potete, a vostro piacere, pronunciare O e P o Oreste e Pilade") ma in un qualche modo imperfetto, poiché Grantaire, "vero satellite di Enjolras", era "un Pilade non accettato". L'interpretazione che ne colgo (potete dissentire) è la seguente: Grantaire e Enjolras sono necessariamente, intimamente legati, ma il loro rapporto diventerà, per così dire, completo, solo nel momento in cui Oreste Enjolras accetterà Pilade Grantaire.
Perché Grantaire non è accettato? Quando Hugo parla dello "sdegno" di Enjolras verso Grantaire non lo mette su un piano prettamente "personale". Dice: "Enjolras, credente, disdegnava questo scettico e, sobrio, questo ubriacone"; più avanti, alla barricata, quando Enjolras si scaglia contro Grantaire, Hugo ci dice che Enjolras era "spartano" (rigido, severo, disciplinato) e "puritano" (nel senso sessuale della parola): infatti in quel momento Grantaire stava vaneggiando, causando disturbi a coloro che si stavano preparando per la battaglia, e stava addirittura molestando una cameriera! Hugo lo precisa - Enjolras non potrà accettare Grantaire finché Grantaire non perderà quei vizi "imbruttenti" che si porta dietro: l'alcol, la promiscuità, il non credere a nulla, e via discorrendo, cosa che avviene nel capitolo "Oreste digiuno e Pilade ubriaco", dove Grantaire è "trasfigurato" - tutta la parte del suo "risveglio", tra virgolette, perché è un risveglio sia fisico che mentale che spirituale, è molto esplicita.
In quel momento Grantaire chiede, per l'ennesima volta, di essere accettato da Enjolras ("Permetti?") e Enjolras lo accetta senza più riserve ("gli prese la mano sorridendo").
La mia interpretazione personale (cui, ripeto si può dissentire, ma mi sembra che il testo la supporti a sufficienza) è che il percorso intrapreso da questa coppia di personaggi durante tutto il libro abbia il fine ultimo dell'accettazione di Grantaire in quando Pilade dell'Oreste di Enjolras, e non è un caso che Hugo citi proprio questi personaggi: prima Grantaire era un "Pilade non accettato", poi è dichiarato apertamente che come Enjolras è un "Oreste digiuno", Grantaire è un "Pilade ubriaco", segno che questa accettazione è avvenuta, alla fine.
E ora che si è stabilito questo, parliamo d'amore.
Il rapporto di Enjolras con l'amore è qualcosa su cui Hugo pone l'accento immediatamente: Enjolras è bellissimo e, pertanto, attrae l'amore delle persone, ma inizialmente lo rifiuta come rifiuta ogni cosa ad esso correlata: "vedeva appena le rose, ignorava la primavera, non sentiva gli uccelli cantare" e "per lui, come per Armodia, i fiori non erano buoni se non a nascondere la spada". Lui è "L'amante di marmo della Libertà" e "di fronte a tutto ciò che non era la Repubblica abbassava castamente lo sguardo". Più avanti Hugo ci dice esplicitamente che non ha un'amante, è vergine, e gli unici baci che abbia mai dato sono stati quelli a Papà Mabeuf: uno sulla fronte, l'altro sulla sua mano.
Tuttavia, il rapporto di Enjolras con l'amore ha uno sviluppo durante tutto il romanzo: se all'inizio sostiene: "Silenzio su Jean-Jacque [Russeau]! Ha abbandonato i suoi figli, sia, ma ha adottato il popolo", alla barricata lo vediamo, tramite le parole di Combeferre ("È Enjolras che me l'ha mostrata") provare tenerezza per una vecchia signora che ha visto ad una finestra, e che poteva essere la madre di uno degli uomini alla barricata, perciò vuole che coloro che sono in esubero se ne vadano dalla barricata e raggiungano le loro famiglie.
Cosa ancora più importante, alla barricata è Enjolras stesso a parlare d'amore: "È un brutto momento per pronunciare la parola amore. Non importa: io la pronuncio e la glorifico. Amore, tuo è l'avvenire!"
C'è, quindi, un cambiamento in Enjolras. Prima l'amore era qualcosa che non vedeva, e che forse disdegnava. Ora lo glorifica.
Il culmine della vicenda umana, intima, personale di Enjolras si ha nel momento della sua morte, nel momento in cui si trova in apparenza solo ed è pronto a guardare negli occhi i suoi assassini; ma qui arriva Grantaire, a sua volta al culmine della propria vicenda umana, intima, e personale, e i due si uniscono, tenendosi per mano.
Io non fatico a vedere l'accettazione di Enjolras nei confronti di Grantaire in qualche modo intimamente legata alla sua accettazione e glorificazione dell'amore.
Il finale di Enjolras e Grantaire è felice (il sorriso di Enjolras ne è l'emblema), proprio perché alla fine di tutto si sono trovati e si sono accettati, inseparabili come le lettere dell'alfabeto: ed è peculiare che in realtà tra la E, di Enjolras, e la G di Grantaire nell'alfabeto si trova la F, lettera iniziale della parola "femme" (donna), che però tra loro non c'è.
Quindi sì, io credo che Hugo intendesse il legame tra questi due personaggi come romantico e sentimentale, e non (solo) perché li ha paragonati a figure storiche/mitologiche le cui storie sono, o sono interpretate, in un ottica omosessuale, ma perché ritengo che tutta la loro storia sia stata concepita, strutturata e dipanata con questo intento. Enjolras comincia rifiutando l'amore e Grantaire, e finisce accettando l'amore e Grantaire. Le due cose mi sembrano fortemente correlate.
Questa è la mia interpretazione. Questo è quello che ho estrapolato io dalla lettura (e rilettura, e rilettura, e lettura di numerose altre critiche e commenti, e rilettura) di quelle "pagine".
Ci terrei a specificare solo un'altra cosa: Hugo non è il nostro scrittore medio di YA. E solo perché non dice una cosa "esplicitamente", non significa necessariamente che non la intenda. Ci sono strati e strati e verità nascoste nella prosa di Hugo, che tra millenni l'umanità sarà ancora qui a formulare nuove teorie e scoprire nuovi significati. Ma è questo il bello della letteratura, no?
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