mapi_littleowl: (Gundam Wing - Heero)
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Dazai spinse Chuuya contro un muro, il fiato corto, gli occhi bassi, le dita che affondavano nella stoffa soffice del suo abito.

Non doveva andare così.

Chuuya inarcò un sopracciglio sotto un ricciolo perfettamente accomodato. "Che ti prende, scemo?"

Dazai sentiva i denti digrignare senza il suo controllo e le mani gli tremavano da qualcosa molto simile alla rabbia.

Doveva essere una missione facile, quasi divertente. Infiltrarsi, recuperare le informazioni che servivano al Boss, e magari godersi anche qualche ora in mezzo all'alta società della città – il tutto segretamente prendendo in giro Chuuya ad ogni occasione possibile.

Ed era andato tutto bene. Almeno, fino a che quel ballimbusto dal frac nero non aveva cominciato ad avvicinarsi un po' troppo a Chuuya con intenti chiaramente poco casti. E come biasimerlo? Chuuya recitava la sua parte perfettamente, nel suo lungo abito verde chiaro le cui falde scoprivano appena le scarpette col tacco basso, un ventaglio in mano e i capelli perfettamente acconciati sopra il suo visino truccato. La bocca rosso fuoco rideva alle battute del tizio, i suoi occhi brillanti erano focalizzati sul viso attraente del suo interlocutore e Dazai, per qualche ragione, ci aveva visto rosso.

Dazai gli aveva afferrato il braccio nudo sopra il lungo guanto e l'aveva trascinato via, sollevando un mormorio stupito.

Avevano già tutto ciò che serviva loro. La missione era compiuta. Non c'era ragione perché Chuuya dovesse dar retta a chicchessia solo perché vestiva i panni di una giovane benestante.

E quindi erano lì, contro il muro e Chuuya lo fissava vagamente irritato. "Allora?" incalzò, e Dazai gli prese il visino nella mano e gli sollevò il mento prima di chinarsi su di lui e baciarlo – meglio, divorarlo, sporcandogli la bocca e guance con il rossetto, strappandogli l'aria.

Quando si separarono, Dazai sentiva il proprio corpo andargli a fuoco. "Sai recitare la tua parte," disse, una vena di scherno nella sua voce e Chuuya si passò una mano sul viso, quasi a volersi asciugare le labbra.

"Che diavolo hai, eh?"

Dazai lo baciò di nuovo, le mani che scivolavano sul corpetto, posandosi sul rigonfiamento dovuto al reggiseno imbottito e lo palpeggiò; "Dovresti gemere, Chuuya, ti sto toccando le tette."

Chuuya chiuse gli occhi e si lasciò scappare un mormorio dalle labbra che Dazai ricompensò con un bacio sulla gola, e poi un morso.

"Ahi!"

"Zitta," disse, scivolando casualmente al femminile, passandogli una mano libera attorno alla vita sottile. "Siamo in un corridoio. Non vorrai che ci scoprano?"

Chuuya si guardò attorno, come a volersi assicurare che non ci fosse nessuno, che nessuno li avesse seguiti per controllare che andasse tutto bene e poi annuì. Dazai sorrise. "Brava ragazza," e lo premiò con un nuovo morso nella scollatura.

Chuuya strinse le labbra per non gridare e Dazai prese a baciargli la gola, la spalla nuda, la bocca macchiata di rosso sangue. Gli infilò una mano tra i riccioli morbidi e perfettamente acconciati; gli disfò la capigliatura, facendo volare via le forcine; i capelli gli ricaddero sulle spalle bianche e Chuuya si spinse contro di lui, sfregando il bacino contro il suo.

"Lo vuoi, eh? Di' la verità, volevi quel tizio? Ti stavi bagnando mentre ti parlava, volevi che te lo ficcasse dentro? Ti saresti messa a miagolare quando ti avrebbe messo la mano alla gola mentre ti scopava?"

"Che cazzo dici?"

La voce gli morì quando Dazai gli premette le dita attorno alla carotide e i suoi occhi si innalzarono verso il soffitto, la bocca aperta alla ricerca d'aria. Dazai gli baciò il profilo della mandibola, il lobo dell'orecchio, accarezzando la sua pelle con le labbra e coi denti mentre con l'altra mano si faceva largo sotto la sua gonna.

Chuuya afferrò i lembi del vestito e lo tirò su, per dargli maggiore accesso, e Dazai gli infilò la mano in mezzo alle gambe, palpandolo al di sopra degli slip di seta e pizzo. Gli posò le labbra all'orecchio: "Avevi in programma di farle vedere a qualcuno?"

Chuuya si aggrappò alle sue spalle, al suo braccio, mentre Dazai gli liberava la gola e lo baciava di nuovo. Si staccò solo quando entrambi erano rimasti senza fiato e infilò anche l'altra mano sotto la gonna; gli spostò le mutandine e, con un dito, si intrufolò dentro di lui.

Chuuya gridò per il dolore e la sorpresa e Dazai fece schioccare la lingua. "Ah, ah, non va bene. Cosa succederebbe se qualcuno ti sentisse? Se ti vedesse così? Che razza di reputazione lascia questo a una brava ragazza?"

Chuuya si leccò le labbra, e non gridò quando Dazai aggiunse un secondo dito. "Ma tu non sei affatto una brava ragazza, vero?"

Uscì da lui e lo prese per le spalle, facendolo voltare. Raccolse il vestito attorno alla sua vita e gli abbassò le mutandine; Chuuya si aggrappò al muro come poté mentre Dazai affondava centimetro dopo centimetro dentro di lui, nel suo corpo, nel suo calore.

Gli afferrò i fianchi e cominciò a muoversi velocemente, intercalando commenti e insulti mano a mano che entrava e usciva: "Guarda come lo prendi, sei una vera sgualdrina, Chuuya, una vera sgualdrina, lo volevi fin dall'inizio, lo vuoi sempre..."

Chuuya gemeva, gli occhi chiusi piani di lacrime per il piacere e il dolore che si mescolavano mentre Dazai trovava la sua strada per prenderlo ancora e ancora, una mano posata sul suo fianco e l'altra che gli stringeva la gola.

"Miagola per me, Chuuya."

Chuuya riuscì a emettere un suono simile a un miagolio, poi un altro, e Dazai sorrise, lasciandogli un bacio alla base della nuca. "Brava gattina."

Chuuya appoggiò la fronte contro il muro e si portò una mano tra le gambe, stringendo le dita guantate attorno al suo membro dolorante, cominciando a muoverle allo stesso ritmo delle spinte di Dazai che diventavano sempre più veloci ed erratiche mano a mano che l'orgasmo si faceva più vicino.

"Ti vengo dentro," disse, la fronte posata contro la spalla di Chuuya. "Ti vengo dentro. Lo vuoi, vero, che ti venga dentro?"

"S-sì!"

"Brava ragazza," disse, e venne, i denti affondati nella sua carne cedevole, e Chuuya venne poco dopo, la mano stretta attorno al proprio pene rosso; uno schizzo bianco macchiava il muro.

Dazai rise e gli baciò una guancia quando Chuuya gli sibilò un "Si può sapere che cazzo ti prende?" e lo afferrò per un braccio, trascinandolo via "Prima che qualcuno davvero uscisse e li trovasse così!"

Fuori, nell'aria gelata della notte, c'era già una macchina che li stava aspettando e dazai vi spinse Chuuya un attimo prima che il conducente diede gas e partì.

Dazai si stese su Chuuya, tra le sue gambe bianche e depilate. "Secondo round," mormorò.

Date: 2017-02-15 11:12 am (UTC)
From: [identity profile] ranting-one.livejournal.com
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Mi piace tantissimo bb ;___; Adoro il modo in cui descrivi Chuuya, adoro il modo in cui descrivi il suo rapporto con Dazai e amo questo p0rn.

Amo tutto, grazie di esistere.

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