mapi_littleowl: (maki-chan)
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Arakita sollevò il capo dal cuscino e sbadigliò, le gambe intrappolate nel lenzuolo bianco e le braccia intorpidite. Gli faceva male il culo, realizzò, dopo un tentativo fallito di mettersi a sedere e decise di tornare a stendersi.

Accanto a lui, sorprendentemente, Fukutomi ancora dormiva. Aveva un'espressione strana, quando riposava – la fronte rilassata, le labbra semidischiuse, il capo reclinato sul cuscino lasciando esposta una porzione di gola. Arakita non lo vedeva spesso così, calmo, pacato, quasi vulnerabile. Gli faceva nascere qualcosa di caldo nel petto, non dissimile all'orgoglio, essere la persona che poteva vedere Fukutomi in quel modo.

Arakita si girò completamente sul fianco e con un dito premette la punta del naso di Fukutomi, leggermente, per tastare le acque.
Quando Fukutomi non diede segno di aver sentito e Arakita, incoraggiato da quella passività così straordinaria, gli posò i polpastrelli sulla guancia tiepida e gli accarezzò il viso, la piega della gola, la spalla nuda.

Arakita si leccò le labbra, improvvisamente audace nella sua esplorazione, e spostò la mano di nuovo sul viso di Fukutomi; gli accarezzò la fronte spaziosa, le sopracciglia spesse, il naso dritto, la bocca piena, il mento sporgente. Scolpito nel sonno, il viso di Fukutomi sembrava un'opera d'arte e Arakita non poteva fare a meno di toccarlo, di tastarlo, di studiarlo come fosse stato un reperto eccezionale.

E forse, un po', lo era.

"Cos'ho sulla faccia?"

Arakita raggelò, la mano sospesa nel vuoto, e rapidamente la ritrasse, infilandosela tra le cosce magre sotto lo sguardo lievemente appannato ma comunque indagatore di Fukutomi.

Arakita si sarebbe lanciato fuori dal letto se non avesse avuto male alle reni, e quindi rimase lì, la bocca storta, a guardare quel viso che si svegliava e si animava, che recuperava il proprio cipiglio e il proprio carattere.

Com'era stato morbido e passivo nel sonno, altrettando diventava duro e severo nella veglia, e Arakita non sapeva decidersi quale delle due espressioni preferiva – anche se lo sguardo indagatore gli faceva rimpiangere la sua incoscienza nel sonno.

"Ma niente," si difese, stringendosi nelle spalle, mentre gli occchi di Fukutomi cercavano i sengni della menzogna sul suo volto, tra le pieghe della sua espressione lievemente irritata per l'imbarazzo mentre allunga le mani verso di lui e gli stringe i fianchi, tirandolo lentamente verso di sé.

"E ora che fai?"

"Vieni qui, Yasutomo."

Quando il suo nome lasciò quelle labbra Arakita non riuscì a non arossire e si premette contro di lui, il viso nascosto nel suo petto mentre una mano di Fukutomi gli accarezzava la schiena, sempre più in basso, dove un dolore acuto restava come testimone della notte che avevano passato insieme.

"Auch."

Fukutomi gli passò una mano tra i capelli corvini e gli baciò la sommità del capo mentre Arakita si strusciava contro di lui quasi come fosse un gatto. Fukutomi era caldo e solido e per un po' Arakita si lasciò andare, raggiungendo quasi un punto di doremiveglia.

"Ora me lo vuoi dire?"

"Ngh?"

"Cos'avevo sulla faccia?"

Arakita, risvegliato da quelle parole, ebbe un sussulto tra le braccia di Fukutomi.

"Solo la tua brutta faccia, Tekkamen!" grudò, nascondendosi di nuovo nel suo petto.

Mentre quasi stava per riaddormentarsi, credette di sentire una risata lasciare il petto di Fukutomi. E sorrise.

Date: 2017-02-16 10:39 am (UTC)
From: [identity profile] ranting-one.livejournal.com
Awwww, ma è dolcissima! Perchè non mi hai detto che l'avevi scritta? Be', poco male, alla fine l'ho trovata da sola. E meno male! Mi piace tantissimo bb, davvero, scrivine ancora perché è dolcissima. E... l'ho già detto che è dolcissima? Perchè lo è, davvero. *scuoricina ovunque*

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