Emptyness

Feb. 19th, 2017 07:38 pm
mapi_littleowl: (dazaya)
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Le mani di Dazai attraversano il suo corpo bollente, la piega dei suoi fianchi, i solchi delle costole, le spalle magre e appuntite; Chuuya piega il capo di lato mentre Dazai disegna cerchi immaginari sulle sue cosce e la sua bocca segue lenta il movimento delle sue dita, le labbra calde, i denti appuntiti, la lingua morbida.

Tutto in Dazai è lentezza e attenzione. Il modo in cui bacia il corpo di Chuuya, il modo in cui lo tocca, in cui lo accarezza, in cui lascia marchi che saranno poi visibili solamente a lui è quasi deliberato, quasi un rituale.

Chuuya si mette un braccio sugli occhi e apre la bocca per lasciar uscire il fiato che gli rimane intrappolato nel petto sotto quelle attenzioni che hanno il sapore di una litania e di una tortura.

"Ma che stai facendo? Datti una mossa."

Dazai si solleva leggermente dal suo ventre e gli rivolge un sorriso che non arriva ai suoi occhi. La sua espressione è vacua, stanca e Chuuya sente un brivido percorrergli la schiena.

"Rilassati, Chuuya. È solo sesso," mormora, e non lascia il tempo a Chuuya di ribattere. Abbassa nuovamente il capo e con la bocca rossa prende a lasciare baci di farfalla lungo il suo ventre piatto, verso il basso, tra le sue cosce.

Quando lo prende in bocca, Chuuya quasi urla. La testa di Dazai si muove con lentezza esasperante, accompagna ogni suo movimento con la lingua e le labbra, toccando deliberatamente quei punti che fanno gemere Chuuya senza controllo, che lo fanno tremare e gridare e stringere le lenzuola sotto le dita affusolate.

Questo non è solo sesso. Non è il solito sesso. Il sesso tra loro è fatto di morsi e spintoni, di parole che graffiano dove le unghie non possono arrivare, è strapparsi il piacere di dosso come se si staccassero la carne dalle ossa. Il sesso tra loro è veloce, secco, rabbioso, appagante.

Questo rituale, questo lento susseguirsi di gesti volti a raggiungere il piacere non è sesso: è una blanda copia di qualcosa che non è mai stato loro, così vuoto, così privo di passione che Chuuya vorrebbe gridare, e non di piacere.

Ma Dazai continua, imperterrito, e quando Chuuya, suo malgrado, è sul punto di venire, Dazai glielo consente. Chuuya schizza il suo seme nella bocca dell'altro, completamente preso alla sprovvista.

Le ondate di piacere non si sono ancora placate e Chuuya si solleva a sedere, prende Dazai per i capelli e solleva il suo viso come solleverebbe quello di una bambola senz'anima.

"Dazai..." comincia, ma la voce gli muore in gola davanti all'espressione fredda di Dazai e lo tira verso di sé, premendo la bocca sulla sua, infilando la lingua tra le sue labbra che appaiono esangui.

"Chuuya..." Dazai si lascia baciare e restituisce il bacio, la lingua che attraversa la bocca di Chuuya, i suoi denti, mescolando i loro sapori, i loro odori, quasi le loro essenze.

Dazai lo afferra per i fianchi e lo stringe a sé, sistemandosi tra le sue gambe, accarezzandogli la schiena magra che si inarca sotto le sue dita. Ancora dolcemente, ancora pacatamente, ancora senza forza e senza significato.

Chuya appoggia la testa contro la sua spalla e digrigna i denti mentre si lascia accarezzare come fosse il petalo di un fiore e non un uomo con carne, ossa, nervi e sangue. Dazai lo prende per i fianchi e infila una mano tra loro, stringendo il suo pene flaccido tra le dita.

"Ce la fai?" chiede, e non c'è sfida nella sua voce.

Chuuya vorrebbe picchiarlo. "Ovvio."

Dazai lo prende nella mano e comincia a toccarlo con delicatezza, sentendolo piano piano risvegliarsi e crescere sotto il suo tocco, gonfiarsi, scaldarsi, indurirsi. Mano a mano che la sua erezione aumenta Dazai prende a pomparlo più forte, più veloce.

Chuuya si aggrappa alle sue spalle, soffoca i gemiti contro la sua pelle accaldata da cui raccoglie con la lingua gocce di sudore, e quando è duro, quando è pronto, Dazai si azzarda perfino a chiedergli il permesso prima di farlo stendere di nuovo sul cuscino e infilare un primo dito dentro di lui, poi un secondo, usandoli per aprirlo, per rendere più facile il momento della penetrazione.

Entra di lui con lo stesso calore e la stessa gentilezza che ha usato fino a questo momento e comincia a muoversi solo dopo essersi assicurato che Chuuya fosse pronto del tutto.

Chuuya annaspa quando Dazai lo bacia, freme quando Dazai comincia a muoversi dentro di lui, e spinge il bacino contro il suo corpo per avere più forza, più frizione, ma tutto quello che ottiene è solo una spinta più decisa delle atre e poi tutto ritorna allo stesso ritmo, come se Dazai stesse cantando una nenia usando i loro corpi.

Chuuya viene per primo e Dazai esce dal suo corpo; Chuuya lo vede masturbarsi e venire nella propria mano prima di alzarsi alla ricerca di un asciugamano per ripulire entrambi.

Dazai non si ferma. lasciandogli un bacio sulle labbra si riveste e poi se ne va, lasciando Chuuya nel letto, nudo, freddo, vulnerabile. Chuuya non sa perché, ma quando la porta si richiude alle sue spalle, dai suoi occhi cadono lacrime.
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